- Agata Manowska
Monica Biamonte, Donatella Bucchieri, Leonardo Cambri, Andrea Cantaluppi, Marina Comerio, Alba Dellacasa, Melissa Finotto, Andrea Fisichella, Isabella Giovanardi, Magda Kappa, Giuseppe, Linardi, Antonio Lunati, Emanuela Magnaghi, Agata Manowska, Franco Originario, Fabio Papi, Marianicola Parenti, Flavia Piccolo, Anna Maria Pietragalla, Antonio Pilato, Poa Morini, Giuseppe, Prenzato, Paola Ravani, Alice Ricchini, Cristina Stellini, Luciano Stuttgard, Claudio Zanirato, Matteo Zuccheri
La mostra „Mare Interno”, che si è svolta presso il Galata Museo del Mare a Genova dal 14 al 25 marzo 2026. La curatrice dell'evento era Gina Affinito.
La mostra invitava a guardare il mare non come un paesaggio, ma come uno spazio di emozioni, memorie e esperienze interiori. “Mare Interno” sposta l'attenzione dalla superficie alla profondità – dall'immagine da cartolina al risonare personale.
Nel progetto hanno partecipato 28 artisti che rappresentano diverse generazioni e linguaggi artistici. Attraverso pittura, scultura, installazione e fotografia creano un dialogo polifonico attorno a un tema comune, rivelando visioni individuali, sensibilità e riflessioni legate al mare come spazio interiore.
Mostra d'arte contemporanea
14 marzo – 25 marzo 2026
Galata Museo del Mare - Museo del Mare di Genova
Curatrice: Gina Affinito
Nel trittico "Arte del mare #1, #2, #3" Agata Manowska percepisce la superficie della costa come un terreno prezioso, dove acqua e roccia interagiscono tra loro attraverso la luce e la trasformazione.
La fotografia cattura dettagli che ricordano la texture della pittura: depositi dorati, trasparenze fluide, crepe che diventano mappe.
L'illuminazione enfatizza quasi la dimensione minerale delle immagini, facendo emergere riflessi che richiamano metalli, pelle e sedimenti.
Ogni inquadratura racconta di un diverso momento di incontro tra movimento e durata, erosione e rivelazione.
Il mare non è rappresentato nella sua vastità, ma nei suoi segni minimi, nelle tracce che lentamente lascia dietro di sé.
Il trittico costruisce in questo modo una narrazione ravvicinata, composta da osservazioni e meraviglia per ciò che solitamente sfugge allo sguardo.
Le superfici diventano paesaggi astratti, sospesi tra macrofotografia e visione interiore.
L'oro disperso suggerisce un valore nascosto, una ricchezza silenziosa generata dal tempo e dalla trasformazione.
Manowska ci invita a rallentare, a guardare il bordo come un luogo creativo.
"Arte del mare" diventa un atlas sensibile della materia, in cui la luce rivela ciò che l'acqua ha pazientemente registrato.
- Gina Affinato
- Agata Manowska
(+ 48) 602 498 163
a.manowska@wsa.art.pl
Nel mio modo di vedere, la natura è un’artista che crea in modo illimitato. Non cerco di comprenderla né di imitarla. Rimango nella sua presenza come osservatrice, entrando in relazione con la sua bellezza con curiosità e meraviglia.
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