- Agata Manowska

Terra Arte

  1. en
  2. pl
  3. it
  1. en
  2. pl
  3. it

Terra Arte

INFORMAZIONI PRATICHE

Vernissage
Giovedì, 4 giugno 2026, ore 18:00

Durata della mostra
4–11 giugno 2026

Orari di apertura
Da lunedì a sabato, ore 16:30–19:30

Luogo
Galleria d'Arte iKonica
Via Nicola Antonio Porpora 16/A, Milano

Ingresso libero
 

  1. en
  2. pl
  3. it

- Agata Manowska

Artisti partecipanti all'esposizione

Ademara | Luz Batista | Alida Bertinotti | Franco Coccopalmeri | Titti D’Alessandro | Loredana Di Cianni | Silvia Gabardi | Shakar Galajian | GF-Art Casamassima & Mansi | Alessandra Giorgi | Isabella Giovanardi | Rosita Lusignani | Agata Manowska | Antonio Pilato | Paola Ravani | Erwin Seppi | Kay Soray | Cristina Stellini | Toni Traglia | Fiorentino Trapanese | Emilio Valeri

FEM·I·NISM (NOW)

Non esiste un solo modo di essere donna. Non esiste un'unica immagine né una sola voce.
Il femminismo (oggi) nasce da questo presupposto: la vivace diversità creata da identità, esperienze e visioni che coesistono, si intersecano e a volte si contraddicono, creando significato. Il femminismo oggi è uno spazio aperto. Non una definizione, ma una pratica in continua evoluzione tra corpi, lingue e storie.

La mostra invita a scoprire la femminilità come una realtà in trasformazione, e non come una forma chiusa. È uno spazio di possibilità permeato da esperienze personali e immaginari condivisi, dove pittura, scultura, fotografia e installazione diventano strumenti di ricerca e narrazione. Ogni opera è un gesto, un punto di vista — non per dare risposte, ma per aprire nuove domande.

Mostra d'arte contemporanea
4 - 11 giugno 2026

iKonica Art Gallery, Milano

Curatrice: Gina Affinito
 

Galeria sztuki prezentuje różne obrazy i rzeźby.
osoba trzymająca świetlny miecz

Una serie coerente che trasforma la vera geologia in visioni archetipiche: "Santuario della Femminilità", "Tempio Interiore della Femminilità" e "Portale della Femminilità" creano un pantheon minerale. La simmetria speculare evoca altari e sacre vulve/mandorle, non illustrandoli, ma restituendo la nascita delle figure in riflessione. L'illuminazione evidenzia vene dorate e profondità fluide, spostando la fotografia verso l'icona.
Materia, acqua e tempo diventano metafore della femminilità multilivello, resistente e preumana. Nel contesto di "Feminism Now", la serie propone un femminismo tellurico: meno esplicito, più geologico, riguardante il corpo e i suoi luoghi.

- Gina Affinito

Percepisco la natura come uno spazio di infinite possibilità relazionali — un luogo vivo, in cui attraverso l'intonazione si verifica un processo alchemico di connessione e dialogo.

Prima che appaia l'immagine, tutto rimane sospeso: il movimento non ha una direzione unica, la forma non è definitiva e il tempo non è ancora chiuso. Solo l'atto dello sguardo — la concentrazione dell'attenzione e la pressione dell'otturatore — diventa il momento di registrazione. La possibilità si trasforma in fatto. L'immagine diventa una decisione.

Per me, la fotografia non è documentazione del mondo, ma un segno dell'incontro. È una registrazione del momento in cui la potenzialità viene limitata e uno degli infiniti eventi possibili viene scelto e fissato.

La mia presenza rimane percepibile nella struttura dell'immagine: nella sfocatura che rivela il movimento, nell'esposizione che suggerisce eccesso, nell'ambiguità che sfugge a una sola interpretazione. Il confine tra ciò che è visto e chi guarda si sfuma. Rimane la relazione, il fermo immagine e il momento di transizione. Questo è il momento in cui diventiamo partner della natura nel processo di creazione di significato.

Le tre composizioni fotografiche presentate — installazioni luminose — mostrano una visione simmetrica della natura racchiusa in una struttura quasi sacra: organica, solenne e femminile. Rocce dorate e acqua trasparente, catturate nel riflesso speculare, creano una forma che ricorda un portale — un passaggio tra ciò che è visibile e ciò che rimane nascosto.

La linea centrale dell'immagine funge da fessura della realtà: un luogo in cui la materia perde peso e la fluidità dell'acqua diventa portatrice di energia. Strutture minerali e riflessi di luce si assemblano in un ornamento organico che richiama simboli arcaici o il volto del custode del portale.

La composizione oscilla tra il caos della natura e l'armonia matematica della simmetria, suggerendo l'esistenza di un ordine più profondo della semplice percezione. Non è un paesaggio né un'immagine d'acqua, ma una metafora visiva del ritorno alla fonte — al luogo dove tutto inizia e verso cui tutto ritorna.

Le immagini invitano lo spettatore alla contemplazione e a superare il confine della percezione nota della forma — a entrare in uno spazio in cui tempo, materia e coscienza si fondono in una sola presenza.

Questo ciclo lo percepisco come una manifestazione della natura intesa come energia femminile — non come simbolo, ma come processo vivente. Nelle strutture emergenti trovo al contempo forza e delicatezza, ordine e casualità, tensione e calma. Questa co-presenza di opposti rappresenta per me l'essenza della femminilità: variabile, sfuggente e impossibile da racchiudere in una sola definizione.

Nel contesto di Feminism (Now) considero le immagini come uno spazio aperto — privo di una sola narrazione e di un'interpretazione definitiva. La femminilità, proprio come la natura, si manifesta qui come un campo di possibilità: fluido, stratificato e ambiguo.

E se ciò che vediamo non è scritto nell'immagine, ma nasce dentro di noi?

- Agata Manowska

Terra Arte

(+ 48) 602 498 163

a.manowska@wsa.art.pl

Nel mio modo di vedere, la natura è un’artista che crea in modo illimitato. Non cerco di comprenderla né di imitarla. Rimango nella sua presenza come osservatrice, entrando in relazione con la sua bellezza con curiosità e meraviglia.

ESPLORA & CONNETTI

Il tuo accesso alla natura

©2026 Agata Manowska - Tutti i diritti riservati